L’incipit è ormai un grande classico dell’horror: un gruppo di amici decide di staccare la spina e rifugiarsi in una casa vacanze lontano da tutto, in mezzo al nulla, senza wi-fi e tagliati fuori dal mondo. Peccato che sia anche il modo migliore per finire nei guai. Tra fenomeni paranormali, maledizioni, assassini, mostri, zombie e virus fuori controllo, la fuga in baita si trasforma regolarmente in una lotta per la sopravvivenza. Ecco una selezione di dieci film che dovresti assolutamente aver visto prima di programmare la tua prossima vacanza.
01. La Casa (The Evil Dead, 1981)

Cinque studenti universitari in vacanza in una baita isolata nel bosco si ritrovano alle prese con eventi soprannaturali. La Casa, opera prima di Sam Raimi, rimane sicuramente ad oggi l’archetipo del sottogenere Cabin Horror, definendone le regole e ispirando decine di pellicole ambientate in abitazioni isolate con teenager o giovani adulti protagonisti.
Qualcuno potrebbe obiettare che il tema fosse già stato anticipato in film come Equinox di Jack Woods (1970), L’Ultima casa a sinistra di Wes Craven (1972), Savage Weekend di Davind Paulsen (1979) o Venerdì 13 di Sean S. Cunningham (1980), ma è sicuramente La Casa a diventare il modello più rappresentativo e influente del genere.
Interessante e da non perdere il “soft” reboot/remake del 2013 diretto da Fede Álvarez, più cupo e violento rispetto all’originale.
02. Cabin Fever (2002)

Opera prima di Eli Roth, che lancia la carriera del regista e lo consacra come autore di genere, anche se a mio parere personale rimane ancora oggi il suo miglior film.
Un gruppo di ragazzi affitta una baita in montagna per un weekend all’insegna del divertimento, ma l’arrivo di un uomo infetto da un virus sconosciuto scatena un contagio devastante.
Roth gioca con tutti gli stereotipi del genere e, complice un umorismo azzeccato e un paio di scene davvero efficaci, il film conquista critica e pubblico ottenendo un notevole successo, tanto da attirare l’attenzione di Quentin Tarantino che produrrà il suo secondo lungometraggio, Hostel (2005).
03. L’acchiappasogni (Dreamcatcher, 2003)

Quattro amici d’infanzia dotati di poteri psichici si scontrano con un’invasione aliena parassitaria durante una vacanza nei boschi.
Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, con un investimento di ben 68 milioni di dollari, L’acchiappasogni di Lawrence Kasdan è uno dei titoli più attesi del 2003. King crede talmente tanto nel progetto da cedere i diritti per il prezzo simbolico di un dollaro e promuovere la pellicola ancora prima di averla vista.
La Warner Bros. affida il casting alla veterana Ronna Kress che compone un cast strepitoso: Morgan Freeman, Thomas Jane, Damian Lewis, Jason Lee, Tom Sizemore. Eppure qualcosa va storto. Evidentemente le aspettative sono spropositate, l’asticella è troppo alta e il pubblico si aspetta un’opera in equilibrio tra Shining, La Zona Morta e Stand By Me.
Il risultato è un disastro: L’acchiappasogni viene accolto da un’ondata di recensioni negative, trasformandosi immediatamente in un flop critico e commerciale.
Eppure, a distanza di anni, mi sento di dire che L’acchiappasogni appare come un film sottovalutato e meriterebbe una seconda chance. Kasdan fonde alcuni dei temi più cari a Stephen King quali amicizia, forza del gruppo e isolamento con body horror, fantascienza e umorismo nero in un’opera imperfetta, bizzarra, e a tratti eccessiva. Da riscoprire.
04. Antichrist (2009)

Una coppia si ritira in una baita isolata nei boschi per affrontare il lutto per la perdita del figlio e cercare di superare la crisi matrimoniale.
Probabilmente il film più cupo e doloroso di Lars Von Trier, realizzato durante un periodo di profonda depressione. Il regista trasporta su schermo tutta la propria angoscia e le proprie insicurezze in una spirale di dramma e orrore.
Estremo ed eccessivo, il regista danese lo descrive come “il film più importante della mia carriera”. Charlotte Gainsbourg vince a Cannes come miglior attrice tra i fischi del pubblico, mentre la performance di Willem Dafoe divide profondamente la critica per il difficilissimo ruolo che incarna.
Si parlerà molto anche delle nudità e delle scene di sesso esplicite non simulate che Von Trier include abilmente nel montaggio avvalandosi di attori porno. Un’opera inquietante, complessa, che continua ancora oggi a generare reazioni opposte.
05. Tucker & Dale vs. Evil (2010)

Senza alcun dubbio uno dei comedy horror più riusciti di sempre, un piccolo capolavoro considerato ormai di culto tra i fan del genere.
Opera prima di Eli Craig (Little Evil, Clown in a Cornfield), che riesce a calibrare perfettamente azione, divertimento e splatter in un’opera solida e intelligente, spesso accostato a Shaun of the Dead.
Craig si diverte a ribaltare i meccanismi classici dell’horror, ponendo al centro della storia due hillbillies estremamente gentili e premurosi, scambiati erroneamente per serial killer da un gruppo di adolescenti paranoici in vacanza. Nel panico totale, i ragazzi iniziano letteralmente a farsi fuori da soli, uno dopo l’altro.
Tyler Labine e Alan Tudyk interpretano magistralmente i due campagnoli, il film vince a Sitges, al Fantasia, all’SXSW. Incredibilmente, pur doppiato in italiano, il film non è mai uscito nelle sale italiane né in home video, comparendo in modo sporadico e discontinuo solo sui canali streaming.
06. Quella casa nel bosco (The Cabin in The Woods, 2011)

Opera prima di Drew Goddard, già sceneggiatore di Buffy l’ammazzavampiri, Angel, Lost, e per il cinema, Cloverfield e The Martian.
Cinque amici in vacanza in una baita sperduta tra i boschi, tra mostri, serial killer e (troppi) cliché. O forse no.
Goddard gioca intelligentemente con gli stereotipi del genere horror e confeziona quello che sembra essere uno slasher convenzionale e dall’apparenza banale in un’operazione metacinematografica brillante e ironica.
Scritto a quattro mani insieme a Joss Whedon e girato nel 2009, il film rischiò di non vedere la luce a causa della bancarotta della MGM. Inoltre la sceneggiatura finì online, rischiando di bruciare le aspettative. Fu la Lionsgate ad acquisirne i diritti e a salvarlo.
Un atto d’amore verso l’horror, da non perdere assolutamente.
07. Exists (2014)

Eduardo Sánchez, già regista di The Blair Witch Project e Lovely Molly, torna nei boschi con Exists, un found footage dedicato al mito del Bigfoot: un gruppo di ragazzi in vacanza nelle foreste del Texas si ritrova ben presto in balia della leggendaria creatura.
Nonostante alla sua uscita riceve una tiepida accoglienza e recensioni poco favorevoli, con il tempo il film è stato rivalutato, guadagnandosi una buona fama tra gli appassionati, tanto da essere considerato oggi uno dei Bigfoot Movie più apprezzati di sempre.
08. Zombeavers (2014)

Questa volta i soliti ragazzi in vacanza devono vedersela con un’improbabile orda di… castori zombie. Sì, hai letto bene: castori zombie.
Il film di Jordan Rubin parte come un classico eco-vengeance: una sostanza radioattiva contamina una palude trasformando gli innocui roditori in zombie assetati di sangue. Ma il vero colpo di genio è un altro: chi viene morso si trasforma a sua volta in un ibrido uomo/castoro, con tanto di coda e incisivi da film di licantropi.
Difficile credere che un progetto del genere potesse piacere anche a chi non è un fan accanito del comedy horror più demenziale, eppure il film di Rubin in qualche modo regge ed intrattiene, diventando con il tempo un piccolo cult. Grottesco, assurdo, divertente, perfetto per una seconda serata tra amici e popcorn. Ottima la scelta di avvalersi di effetti speciali pratici invece della CGI.
09. Extraterrestrial (2014)

Nel film dei Vicious Brothers (nome d’arte del duo canadese Colin Minihan e Stuart Ortiz), i soliti cinque ragazzi in vacanza nei boschi si ritrovano questa volta coinvolti in un’invasione aliena.
Ben girato, con ottimi effetti speciali e un solido cast (c’è uno strepitoso Michael Ironside in un piccolo, magnifico ruolo), il film scorre bene per buona parte della durata, salvo poi indulgere in qualche cliché di troppo nella seconda metà.
Visione consigliata, anche se serve armarsi di pazienza e una buona dose di volontà per arrivare ai 101 minuti (alcune versioni arrivano addirittura a 106). Ne sarebbero bastati 80.
10. Dead Shack (2017)

Chiudo la lista con questo piccolo gioiello, opera prima del regista canadese Peter Ricq, e purtroppo tutt’ora inedito in Italia.
Tre adolescenti durante una vacanza familiare si ritrovano a dover fronteggiare una vicina di casa che uccide i malcapitati di turno per nutrire la sua famiglia di zombi.
Comedy horror brillante, quasi un coming-of-age, il film diverte e intrattiene senza mai perdere ritmo. Ottime le interpretazioni di Donavon Stinson (l’adulto che non vuole crescere) e Lauren Holly (la vicina psicopatica).
Una curiosità: nel primissimo teaser/trailer che il regista girò per cercare finanziamenti figuravano tre attori in erba, poi sostituiti, tra cui un giovanissimo Finn Wolfhard, futuro Mike di Stranger Things.



