Immagina di essere single a una festa e di cercare di fare colpo. Ti appoggi allo stipite della porta, drink in mano, convinto di poter sfoggiare tutto il tuo carisma: «Sai, ieri sera ho visto il nuovo film di Checco Zalone». Ecco fatto. Lei sbadiglia, tornerai a casa solo, esattamente come sei arrivato. Vuoi mettere invece: «Ho visto un film folle in cui una madre profondamente squilibrata cerca in ogni modo di procurare partner sessuali al proprio figlio mutante»? Lì succede qualcosa. La conversazione si accende, gli sguardi cambiano, qualcun altro si avvicina, partono le domande. Espandi la tua visione: magari è la volta buona che trovi anche compagnia.
Non me ne vogliano i fan di Checco Zalone: non ho assolutamente nulla contro il comico di Capurso, sia ben chiaro. Così come adoro i film di Lino Banfi e di Franco e Ciccio, anche il cinema di Zalone ha tutto il diritto di esistere e di godere del successo che merita. Detto questo, il 2025 è stato un anno duro e contraddittorio per il cinema, e con questa realtà dobbiamo fare i conti. Si è prodotto meno, spesso male, si è arrancato tra rinvii, sale mezze vuote e piattaforme cariche di immondizia algoritmica a confondere il pubblico.
Eppure alla fine, in qualche modo i numeri sono arrivati lo stesso. A salvare il botteghino tricolore al fotofinish c’era proprio Checco Zalone: risate calcolate, successo annunciato, incassi rassicuranti. Un po’ come il panettone industriale: fa il suo dovere, certo non sorprende, sai già esattamente che sapore ha, ma tutto sommato non è neanche così male e ogni anno puntualmente te lo porti a casa.
I destri al governo non hanno ovviamente perso occasione per beatificare il comico pugliese, collocandolo senza troppi scrupoli tra Pasolini e Tolkien, e innalzando il panettone dell’Eurospin a Cinepanettone Identitario Nazionalpopolare. Noi, da umili spettatori, non possiamo fare altro che tenere alto l’onore del Paese, resistendo stoicamente a questo spettacolo preconfezionato per amor di Patria e per il bene generale della Nazione. Viva l’Italia!
Fatto il nostro sacro dovere patriottico, ritagliamoci ora del tempo per farci catturare dal cinema indipendente. Quello che non ha paura di essere assurdo, di sbagliare, di esagerare. Quello che osa idee improbabili, personaggi impossibili e storie che non sarebbero mai passate al vaglio del vecchio MinCulPop. Pancake assassini, elettrodomestici posseduti, drag queen zombie e visioni fuori controllo: belli o brutti non è questo il punto. Ecco dieci film che forse ti sei perso, ma che nel 2025 hanno dimostrato che il cinema, quello vero, resiste ancora e continua a sorprenderci.
01. Queens of The Dead (USA)

Nel cuore di Brooklyn, un gruppo di drag queen è costretto a mettere da parte rivalità e drammi personali, fare squadra e fronteggiare un’orda di zombie assetati di cervelli umani. Dirige sapientemente la figlia del leggendario George A. Romero, Tina Romero, qui al suo debutto dietro la camera da presa. Con Katy O’Brian, Jaquel Spivey, Riki Lindhome, Jack Haven e Cheyenne Jackson. Da non perdere assolutamente il cameo di Tom Savini.
02. Beast of War (Australia)

Un ibrido tra Salvate il Soldato Ryan e The Shallows, Beast of War è un buon B-movie ambientato durante la seconda guerra mondiale che racconta la lotta per la sopravvivenza di un gruppo di soldati australiani rimasti alla deriva nel Mar di Timor dopo il naufragio della loro nave. Ammassati su una fragile zattera di salvataggio, dovranno resistere alla fame, alle incursioni nemiche ma soprattutto agli attacchi di uno squalo brutale e implacabile. Regia di Kiah Roache-Turner (Sting, Wyrmwood), con Mark Coles Smith, Joel Nankervis, Sam Delich e Maximillian Johnson.
03. The Krampus Rises (Italia, Spagna, USA)

Uno slasher soprannaturale in cui un gruppo di amici in vacanza tra le Dolomiti si ritrova braccato da una forza malefica capace di scavare nei loro sensi di colpa e trasformare i peccati del passato in una sentenza di morte. Il tutto mentre si avvicina l’ombra del Krampus, pronto a irrompere e scatenare il caos definitivo in un’apocalisse di sangue. Un debutto sorprendente e audace, che dimostra una sincera passione per il cinema di genere da parte del regista Andrea Dalfino, sostenuto da una solida produzione e un ottimo cast che include Amélie Hois, Giulia Cowie, Martina Avogadri, Sara Sedran, Joshua Albano, Andrea Beruatto e Giulio Greco.
04. Kombucha (USA)

Luke è un giovane musicista di talento che fatica a trovare il proprio posto, messo con le spalle al muro dalla fidanzata e costretto ad accantonare i sogni per accettare un impiego in un’azienda che produce una versione “alternativa” della kombucha, la celebre bevanda fermentata dalle presunte virtù salutari. All’inizio tutto sembra filare liscio, finché la sua inquietante capa non lo costringe ad assaggiare il prodotto di punta. Da quel momento qualcosa in Luke comincia a trasformarsi dall’interno, dando origine a una metamorfosi corporale sempre più inquietante. Un low-budget body horror che fonde The Substance, The Stuff e forse un po’ The Faculty. Diretto da Jake Myers (Computer Hackers, Bad Attitude) qui alla sua prova più convincente. Nel cast figurano Terrence Carey, Paige Bourne, Claire McFadden, Charin Alvarez e Jesse Kendall.
05. A Useful Ghost (Thailandia)

Un uomo ancora immerso nel lutto per la perdita della moglie scopre che la sua amata si è reincarnata in un aspirapolvere, offrendo alla loro storia d’amore una bizzarra seconda possibilità. I parenti di lui non prendono ovviamente bene la cosa e cercano di ostacolare la relazione. Nel frattempo nuovi spiriti si aggiungono alla vicenda, possedendo altri elettrodomestici. Toccherà alla moglie-aspirapolvere proteggere il marito, ripulire il terreno dalle presenze maligne e conquistare il rispetto dei parenti. Una delicata e divertente black comedy diretta da Ratchapoom Boonbunchachoke (si, si chiama proprio così), con Davika Hoorne, Wisarut Himmarat e Apasiri Nitibhon. Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025 vincendo il Grand Prix della Semaine de la Critique.
06. Redux Redux (USA)

Irene è una madre distrutta dal dolore che utilizza ripetuti viaggi nel tempo per cacciare e uccidere l’assassino di sua figlia attraverso un loop infinito di multiversi. Un thriller sci-fi violento e spietato, in cui il dolore della protagonista e il concetto di vendetta si caricano di nuovi e complessi significati. Girato a quattro mani dai fratelli Kevin e Matthew McManus (The Block Island Sound, Funeral Kings), con Michaela McManus (loro sorella) nel ruolo principale e Jeremy Holm nei panni del killer, Redux Redux si conferma come uno dei film più interessanti dell’anno.
07. Hen (Ungheria, Grecia, Germania)

In concorso alla Festa del Cinema di Roma 2025, nella sezione Progressive Cinema, Hen (letteralmente Chioccia, in inglese) è un’avventura in bilico tra dramma e dark comedy, raccontata interamente dal punto di vista di una gallina in fuga per la libertà da un allevamento intensivo. L’animale trova rifugio in un ristorante, diventando testimone silenziosa delle tragedie, delle ipocrisie e delle contraddizioni del mondo. Noi umani non ne usciamo bene. Regia di un György Pálfi in grande forma (Taxidermia, Hukkle), autore di un’opera radicale e spiazzante.
08. Found Footage: The Making of The Patterson Project (USA)

Ibrido sorprendentemente riuscito che mescola il found footage alla The Blair Witch Project con il mockumentary tanto caro a Christopher Guest. Il film si presenta come un falso documentario che segue il regista Chase e la sua troupe, alle prese con il disperato tentativo di portare a termine il loro primo lungometraggio: un found footage dedicato al leggendario Bigfoot. Tra inesperienza, risorse minime, truffe, incidenti sul set e imprevisti di ogni tipo, il progetto sembra condannato al fallimento. Ma Chase è ostinato e determinato ad andare avanti a qualsiasi costo pur di portare a casa le riprese. Capace di muoversi con intelligenza tra horror e commedia, il film ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult. Da non perdere. Dirige Max Tzannes, qui alla sua seconda prova dopo l’ottimo esordio con Et Tu (2023).
09. Fuck My Son! (USA)

Ok, che dire. Partiamo con le parole del regista Todd Rohal, un habitué del cinema estremo: “E’ spazzatura umana fatta per spazzatura umana“. Fin qui tutto bene, e in un certo senso, suona quasi come un modo efficace per catturare l’attenzione. Il film racconta la storia di Vermina, un’anziana signora disturbata (interpretata da Robert Longstreet) che rapisce Sandy, una madre single, costringendola ad avere rapporti sessuali con il figlio mutante e deforme. Se non collabora, Vermina minaccia di fare del male a Bernice, la giovane figlia di Sandy. Il film va detto non va molto oltre il titolo, e tra effettacci e liquami vari si arriva al finale con non poca fatica. Ci ho pensato parecchio prima di inserirlo in questa lista, ma alla fine va considerato per la misura completa del cattivo gusto. Qualcuno ci ha visto i primi lavori John Waters, in realtà il film è un bizzarro incrocio tra i peggiori film della Troma e le commedie scoreggione italiane anni ’80, quelle volgari e forzate che raramente facevano ridere. Da vedere per repertorio.
10. Flush (Francia)

Vincitore del Premio del Pubblico al Fantasia Film Festval 2025, Flush racconta la storia di un cocainomane rimasto letteralmente incastrato nel cesso di un nightclub. Solo e intrappolato nel suo nuovo, minuscolo universo, il nostro antieroe non dovrà solo cercare di liberarsi: come un moderno Ulisse, affronterà mostri, tempeste e inganni per poter tornare a casa. Ho già detto troppo, va assolutamente visto. Fantastico. Dirige Grégory Morin, con Jonathan Lambert e Élodie Navarre.
BONUS PARACULO: altri 3 film che non ce l’hanno fatta in questa lista ma che volevo comunque segnalare



Sono molti altri i film che avrei voluto inserire in questa lista, ne ho scelti a malincuore solamente altri tre. Dorothea, basato sulla vera storia di Dorothea Puente, all’apparenza una dolce e gentile vecchietta che negli anni ’80 passò alle cronache come “La Padrona della Casa della Morte” per aver ucciso e seppellito nel giardino di casa molti dei suoi ospiti; Haunted House of Pancakes, in cui una coppia di ragazzi deve affrontare un diner infestato da cibo spazzatura durante la notte di Halloween e The Mother, The Menacer, and Me, in cui un debuttante filmmaker tenta disperatamente di girare il suo primo horror, alle prese con la pressione dell’arrivo del secondo figlio e una suocera decisa a mandargli in frantumi la carriera. Buona visione!



