Come annunciato già lo scorso anno, per la prima volta nella storia degli Oscar l’Academy ha introdotto una nuova categoria dedicata al Miglior Casting. Dopo anni in cui la professione di casting director è stata celebrata in contesti come i Critics’ Choice Awards o all’interno delle guild come il CSA, l’Oscar per il Miglior Casting rappresenta un momento epocale che riconosce e celebra il valore del casting nella costruzione dell’identità artistica di un film.
La stampa specializzata oltreoceano sta dedicando ampio spazio a questa novità, soprattutto perchè trattandosi di una categoria nuova e priva di precedenti la curiosità è molta e non pochi giornalisti e critici faticano a formulare previsioni. In Italia invece, se ne parla ancora troppo poco, sottolineando purtroppo ancora una volta quanto il mestiere del casting director sia tuttora sottovalutato.


Nei giorni scorsi l’Academy ha rilasciato una prima shortlist di dieci titoli; il 22 gennaio la lista verrà dimezzata, portando alla cinquina ufficiale dei film candidati all’Oscar. Alcuni osservatori hanno trovato questa prima selezione di difficile interpretazione, interrogandosi sui parametri di giudizio adottati. Da professionista la trovo equilibrata e soprattutto, corretta.
Ecco la prima shortlist ufficiale dei dieci titoli selezionati:
- I peccatori – casting di Francine Maisler
- Frankenstein – casting di Robin D. Cook
- Una battaglia dopo l’altra – casting di Cassandra Kulukundis
- Marty Supreme – casting di Jennifer Venditti
- Wicked – Parte 2 – casting di Tiffany Little Canfield e Bernard Telsey
- Weapons – casting di Allison Jones
- Sentimental Value – casting di Yngvill Kolset Haga e Avy Kaufman
- Hamnet – Nel nome del figlio – casting di Nina Gold
- Sirāt – casting di Nadia Acimi, Luis Bertolo, Erika Boulic + altri
- L’agente segreto – casting di Gabriel Domingues
Molti critici della stampa specializzata sono rimasti sorpresi dall’esclusione di titoli importanti come Avatar 3, Bugonia o Jay Kelly. Personalmente invece trovo la shortlist ben bilanciata, soprattutto per l’eterogeneità dei generi. Per quanto riguarda i nomi coinvolti, si tratta in gran parte di casting director di grandissima esperienza. Fa eccezione la selezione su Sirāt, dove si è scelto di lavorare con un ensemble di professionisti più o meno esperti.


Se dovessi puntare i miei soldi sulla cinquina che verrà svelata il 22, scometterei sul lavoro di Francine Mailser fatto su I peccatori, sull’impeccabile cast costruito da Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra, su Jennifer Venditti per Marty Supreme e su Nina Gold per Hamnet. Personalmente mi piacerebbe vedere completata la cinquina con Allison Jones per Weapons, ma mi rendo conto che non sarà semplice: come seconda opzione punterei su Robin D. Cook per Frankenstein.
Non nascondo che per gusti meramente personali non vorrei il secondo capitolo di Wicked nella rosa finale, ma considerando l’enorme successo ottenuto soprattutto oltreoceano è facile immaginare un suo ingresso “di forza”. Eventualità che pur non condividendo del tutto, capirei.
In ogni caso, l’auspicio è che questa prima assegnazione dell’Oscar al Miglior Casting possa rappresentare un punto di svolta importante per la nostra professione e valorizzi davvero il nostro mestiere. Da addetto ai lavori, attendo il 22 gennaio con grande curiosità.



