Robert Z’Dar: la mascella più leggendaria di Hollywood

Tra i caratteristi più iconici del cinema, Robert Z’Dar imponeva la propria presenza con un volto inconfondibile e una fisicità fuori scala, capace di dominare ogni inquadratura. Un gigante del grande schermo che, ruolo dopo ruolo, ha trasformato l’eccesso in cifra stilistica, lasciando un’impronta profonda e duratura nella memoria degli amanti del cinema di genere.


Robert James Zdrsky nasce il 3 giugno 1950 a Chicago, da una famiglia di origini lituane. Si avvicina alla recitazione già ai tempi del liceo, frequentando corsi di teatro e recitazione. Dopo il diploma si laurea alla Arizona State University, dove grazie al suo fisico scultoreo entra anche a far parte della squadra di football dell’ateneo.

Conclusi gli studi, rientra in Illinois ed entra nel corpo di polizia di Chicago. Parallelamente coltiva la passione per la musica, che lo spinge verso nuovi obiettivi: prima a suonare in una band locale, i Nova Express, in cui canta e suona la tastiera, poi a fondare una società propria, in cui si specializza nella realizzazione di musiche per spot pubblicitari.

Nel primi anni ’80 si trasferisce a Los Angeles, determinato a coltivare la carriera di attore. Affetto da cherubismo, una rara malattia genetica che provoca l’ingrossamento della mascella e gli conferisce un profilo immediatamente riconoscibile, e forte di un fisico imponente, i ruoli non tardano ad arrivare. Esordisce nel 1985 con ben tre film: compare nel film Hellhole con lo pseudonimo di Robert Darcy, poi in Flesh and Bullets con quello di Robert West, ma è finalmente nella commedia Hot Chili di William Sachs che decide di addottare il nome d’arte di Robert Z’Dar, che lo accompagerà per tutta la sua carriera. Possente e massiccio, la sua fisicità fuori dal comune lo rende ideale per interpretare una lunga serie di antagonisti, villain crudeli e minacciosi, spesso sopra le righe.

L’antagonista, in un film, è quasi sempre il ruolo più divertente da interpretare. Puoi spingerti oltre, giocare moltissimo con il personaggio: puoi essere esuberante, puoi essere folle, puoi avere scatti d’ira. Oppure puoi semplicemente restare lì seduto e lanciare uno sguardo. Ed essere comunque il cattivo. È un ruolo che lascia spazio a una creatività enorme. Cerco di cambiare il mio aspetto fisico per ogni personaggio.

Z’Dar si fa rapidamente notare grazie a due ruoli che gli consentono di proseguire la sua ascesa come attore caratterista. In The Night Stalker (1986) interpreta un inquietante killer soprannaturale, una presenza talmente efficace da convincere i produttori a dedicargli addirittura l’intera locandina del film, a discapito del protagonista Charles Napier. In Cherry 2000 (1987), divertente e folle film post-apocalittico divenuto negli anni un cult tra gli appassionati del genere, veste invece i panni di Chet, un personaggio secondario al fianco di un ispirato Tim Thomerson e di una giovanissima Melanie Griffith. Pur trattandosi di un ruolo marginale, la sua interpretazione non passa inosservata, tanto da rendere il personaggio uno dei più amati dai fan della pellicola.

Il ruolo che lo consacra definitivamente tra gli attori di culto non tarda ad arrivare: nel 1988 viene scelto dal regista William Lustig per interpretare Matt Cordell, lo sfigurato poliziotto maniaco protagonista di Maniac Cop, al fianco di Tom Atkins e Bruce Campbell. Lustig, colpito dalla sua interpretazione in The Night Stalker, lo volle immediatamente per il ruolo. A rendere Z’Dar ancora più adatto al personaggio contribuì il suo passato da poliziotto, che aggiunse ironia e credibilità alla figura di Cordell. L’attore interpreterà il personaggio per l’intera trilogia, in quello che resta probabilmente il ruolo più iconico della sua carriera.

Soprannominato negli ambienti hollywoodiani “The Chin” o “Shovel Face”, Robert Z’Dar riesce a farsi strada anche nel cinema mainstream, comparendo in titoli come Tango & Cash (1989), al fianco di Sylvester Stallone e Kurt Russell, e Mobsters (1991), con Christian Slater e Anthony Quinn. Tuttavia, è nel cinema indipendente che Z’Dar trova la sua vera dimensione: qui costruisce una carriera straordinariamente prolifica, con oltre 100 film all’attivo, conquistando un pubblico di fan in tutto il mondo. Indimenticabili le sue interpretazioni in film di culto e serie B tra cui The Final Sanction (1990), Samurai Cop (1991), Frogtown II (1992), Future War (1997) e molti altri.

Nonostante il look intimidatorio, Z’Dar era conosciuto per essere una persona umile e affabile. Sempre presente e generoso con i suoi fan, partecipava con entusiasmo a fiere e convention. Fu proprio durante una delle sue apparizioni alla nota Pensacon in Florida che subì un arresto cardiaco, lasciandoci prematuramente il 30 marzo 2015, all’età di 64 anni. Grazie alla sua fisicità inconfondibile e a un carisma unico, Robert Z’Dar è diventato un’icona del cinema di genere, un attore di culto che ha saputo imprimersi nello schermo e nel ricordo di chi ama il cinema.